Il Quadrarco di Braccioforte si trova vicino alla Tomba di Dante, sul sito di un oratorio citato nel IX secolo dallo storico ravennate Andrea Agnello e  chiamato “Braccioforte” a motivo di un’antica leggenda secondo la quale due fedeli avrebbero prestato giuramento invocando il “braccio forte” di Cristo, la cui immagine era conservata in quel luogo.

All’interno del Quadrarco sono conservati, a destra dell’entrata, i sarcofagi “Pignatta” e “Traversari”, entrambi riferibili ad un periodo tra il V e il VI secolo ma riutilizzati successivamente per le sepolture di esponenti di  famiglie nobili ravennati, dalle quali prendono nome. Altri tre sarcofagi, dalla decorazione più semplice, sono presenti nel piccolo giardino accanto, dove sorge un dosso verdeggiante che ricorda il luogo in cui furono conservate le spoglie dantesche durante la Seconda Guerra Mondiale.

La campana della torre campanaria, donata in occasione del Centenario del 1921 dai Comuni italiani, ogni sera all’imbrunire, suona tredici colpi in ricordo del 13 settembre, giorno della morte di Dante, e delle terzine dantesche: “Era già l’ora che volge il disio / ai navicanti e ‘ntenerisce il core / Lo di c’han detto ai dolci amici addio / E che lo novo peregrin d’amore / punge, se ode squilla di lontano / che paia il giorno pianger che si more” (Purgatorio, Canto VIII, 1-6).

Comune di Ravenna
Istituzione Biblioteca Classense
Opera di Dante
Regione Emilia Romagna